Nella rete si continua a parlare di polyamory, dando definizioni diverse, come per esempio "ethical non monogamy", infatti con polyamory si intende avere contemporaneamente piu' relazioni con persone diverse, con pieno consenso di tutte le persone coinvolte.
La polyamory scatena una serie di domande sul significato della monogamia, se davvero sia un valore per se' o semplicemente qualcosa che e' stato imposto dalla societa', se davvero sia possibile amare piu' persone comtemporaneamente e soprattutto se sia possibile gestire un reticolo di relazioni che spesso coinvolgono anche figli e figlie. Come riporta un articolo della CNN, spesso la polyamory viene ribattezzata "polyagony" a causa del lavoro che ci va a mantenere tutto in equilibrio.
Con pragmatismo tutto americano, sui vari siti web e blogs sul tema, della polyamory si affrontano non solo gli aspetti romantici o sessuali, ma anche quelli legali, legati per esempio alla custodia dei figli e delle figlie, ed a questioni di eredita'
Sotto un breve video su una fiction creata da persone che anche nella realta' sono polyamoristi.
Insomma, forse la monogamia non e' per tutti e tutte e anche se non ci si sente di sperimentare in prima persona, questo stile di vita e gli interogativi che pone puo' aiutare a riflettere sulla nostre relazioni.
Di polyamory, o poliamore, si parla un po' anche su siti italiani, ma le risorse piu' complete sono in inglese.
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mercoledì 4 novembre 2009
Polyamory
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sabato 5 luglio 2008
Se uno/a non basta: polyamory

Immagine presa in prestito qui
Dico la verità: sono una monogama assoluta. Sono certa che la monogamia non sia un istinto naturale dell’essere umano, e credo che il valore che si dà alla fedeltà derivi soprattutto da imperativi moralistici, ma nun ce la fo. Non mi districherei mai tra più di un uomo e per ora non ho avuto grosse tentazioni.
Chiusa la parentesi personale, apro sulla polyamory, di cui su alcuni blog che leggo si parla molto. Da polis=molti e amor= amore, la polyamory come categoria racchiude tutta una serie di arrangiamenti (tra i quali vi è la coppia aperta) che prevedono che le persone coinvolte in una relazione (spesso eterosessuale) siano libere di intrecciare relazioni sentimentali e anche sessuali con altri individui, che possono portare per esempio una donna o un uomo ad avere tre diversi/e partners e a convivere con due di essi/e, mentre un/una terzo/a lo si incontra solo ogni tanto.
Polyamory in questo senso è un concetto più sofisticato di un tradimento autorizzato, anche perché il fattore sessuale non è predominante, si tratta di amare più di una persona ed essere coinvolti/e in relazioni che possono anche essere a lungo termine. Ciò che mi ha stupito riguardo ad un articolo che ho letto a proposito, è che anche se polyamory rappresenta una trasgressione dell’ideale di famiglia monogama, in realtà alcune delle situazioni riportate danno un’idea di famiglia estremamente “normale”, dove la “regolare” relazione a due tra partners è in un certo senso moltiplicata, perché si possono avere più partners sotto lo stesso tetto che contribuiscono al sostentamento economico della famiglia e si dividono i compiti in casa. Anzi, alcuni siti come Love More danno informazioni e propongono veri e propri corsi per aiutare le persone che si definiscono polyamorous.
I costi emotivi di una tale scelta credo possano essere devastanti nel caso le cose non vadano perfettamente e non ci sia completa sintonia nella decisione di aprire la relazione ad altri; ci sono però dei vantaggi notevoli e onestamente, per me inaspettati, che vanno al di là della soddisfazione a livello sentimentale e sessuale: per esempio, in una famiglia con più partners che vivono insieme si hanno più persone che possono prendersi cura di eventuali figli/e, e si hanno decisamente più risorse economiche.
Mi rimangono però delle curiosità e dei dubbi: per esempio, delle famiglie così costituite riproducono anche i tradizionali ruoli di genere all’interno dell’ambiente domestico? Perché a quanto pare le coppie gay e lesbiche apparentemente vi fanno ricorso meno delle coppie eterossessuali? E conoscere ed eventualmente vivere con l’altro/a non è meglio che sapere di essere traditi/e ma non con chi? Non è un’ulteriore forma di controllo?
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